Nella mia Cultura esisteva la Libertà di Parola

Ovunque vai nel Mondo Occidentale, o Bianco, adesso è sempre la stessa odiosa monotonia: “Non ti è permesso fare domande in quell’area, o tenerti per mano con la tua fidanzata, o perfino chiacchierare in maniera inocua in quel determinato posto, perchè..quel determinato posto è un’area riservata ai Musulmani.”

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Lauren Southern in Australia ha verificato che le condizioni della nostra Cultura sono messe male anche in quel remoto angolo continentale degli antipodi.

Non si possono fare domande, non si può bazzicare lì intorno, perchè sono Musulmani, come se quell’area fosse un’estensione della Mecca o dell’Arabia Saudita, etc.

Il poliziotto ripete in maniera ossessionante It’s a breach of peace” – “E’ una violazione della pace, ma cosa è una violazione della pace? La presenza delle Moschee e dei Musulmani in terre cristiane anglossassoni occidentali o la presenza di una giornalista americana in queste terre che esercita la libertà di espressione e di parola?

Questa cosa messa in questo modo appare non integrazione ma vera e propria invasione, occupazione di suolo, Stato nello Stato.

Ieri Flint mi ha fatto leggere un articolo vecchio diciotto anni (18 anni), del Guardian, pubblicato nel 2000, prima dell’11 Settembre 2001, il cui titolo è profetico in maniera viscerale e agghiacciante:

Gli Ultimi Giorni di un Mondo Bianco, sottotitolato:

“I Non Bianchi saranno una maggioranza in Europa e negli Stati Uniti entro il 2050.”

 

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